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L’Inter di Mourinho: la squadra che ha fatto la storia

09 feb, 13:35

José Mourinho Inter ha lasciato un segno indelebile nella storia del team, dando origine a una stagione leggendaria che fu quella del 2009 - 2010. Tutti ricordano con grande passione le triplette fatta da: Seria A, Coppa Italia e Champions League. Quella è stata una pagina indimenticabile del calcio per il club nerazzurro. L’allenatore è stato soprannominato "The Special One" ed è uno degli allenatori che ha portato maggiori risultati: una personalità vincente e carismatica. Mourinho è nato nel 1963 in Portogallo e ha fatto la sua gavetta come assistente tecnico,  lavorando al fianco del leggendario Sir Bobby Robson negli anni ‘90: da lui ha imparato i segreti del calcio, ma una calcio di elite. È stato notato dall’Inter grazie anche alla tripletta fatta tra il 2002 al 2004 al Porto. Infatti in quegli anni aveva fatto vincere al Porto due campionati portoghesi, una coppa Uefa 2003 e la Champions League 2004.

L’arrivo di Mourihno all’Inter

L’arrivo di Josè Mourinho Inter risale al 2008 e l'obiettivo del team era quello di diventare Il dominatore della dell'Europa. Mourinho si era innamorato dell'Inter e cominciò a lavorare con passione e dedizione, volendo tirare fuori il meglio da una squadra, che a suo avviso aveva i potenziali. Non perse tempo e subito propose la sua strategia, che si basava su una ferrea disciplina  e una organizzazione quasi militare: chiedeva tanto ma dava tanto.  Ha giocato molto sulla motivazione, creando un gruppo coeso che sapesse ottimizzare le sue capacità.  Mourinho non si è definito mai un allenatore, ma un vero e proprio leader e ha dimostrato di essere tale. Ha portato dei risultati evidenti e spettacolari, andando a ricostruire anche la fiducia sia nei giocatori che nel fan club.  Il 2008 è stato un anno di assestamento: i grandi risultati sono emersi dal 2009 al 2010 con una formazione praticamente perfetta.

Mourinho Inter: il mito della triplette

La stagione 2009-2010 vide l’Inter in una forma perfetta e il suo team era invincibile, grazie alle scelte fatte dall’allenatore. Esperienza, tecnica e grinta si mescolavano in un equilibrio perfetto, che diede all’Inter risultati a conferma delle giuste scelte dell'allenatore. La difesa era impenetrabile: il portiere Julio César non faceva passare nulla e in suo aiuto accorreva Maico, terzino di fama mondiale. Non solo, Lúcio e Walter Samuel a centro campo con la loro implacabilità tenevano lontano la palla dalla porta, arretrandola verso quella avversaria.

Javier Zanetti, capitano ad allora, pur essendo un centrocampista, giocava da terzino sinistro rinforzando la difesa.

Il Centrocampo era presidiato da Esteban Cambiasso e Thiago Motta, che rendevano il gioco equilibrato, garantendo anche una buona copertura. Una figura di spicco è stato anche, in quella stagione Wesley Sneijder, preso dal Real Madrid. I suoi passaggi e la regia del suo gioco hanno fatto la differenza.

In attacco Samuel Eto’o e Diego Milito hanno creato una coppia letale: Eto’o capendo la dinamica della squadra, aveva accettato di giocare come esterno destro lasciando a Milito la possibilità di esprimere il suo attacco a rete feroce, freddo e decisivo.

José Mourinho, quando arrivò all’Inter aveva visto che avrebbe dovuto rinforzare l'attacco e per quello scelse Milito che divenne l’uomo simbolo dell’Inter: un cannoniere perfetto sotto la guida di Mourinho.

L’Inter di Mourinho formazione si rivelò una vera e propria macchina da guerra, capitanata dal miglior allenatore del mondo: la sua squadra andava a combinare una solidità di tipo difensiva e un attacco difficile da contrastare .

I successi dell’Inter sotto Mourinho

José Mourinho Inter difese con tutto se stesso la sua squadra in ogni occasione  e facendoli sentire sempre coesi. Le dichiarazioni di molti giocatori ne sono la testimonianza. Zanetti definì Mourinho come una sorta di fratello maggiore, mentre Materazzi dichiarò che con lui avrebbe dato la vita in campo: questo sottolinea ancora una volta il forte stato di appartenenza al team, che aveva creato l’allenatore. un altro esempio lampante fu Sneijder, che era entrato in crisi dal Real Madrid, ma sotto Mourinho ritrovò la voglia di giocare e di credere nelle sue grandi capacità.

L'inter dominò tutto il campionato andandosi a confermare come la squadra più forte d'Italia con la Mourinho triplette. Con il suo capocannoniere Diego Milito la squadra chiuse la stagione con ben 82 punti, andando a distanziare la Roma di due lunghezze.

Non da meno la Coppa Italia, che vinse in finale contro la Roma, grazie a un gol di Milito, che portò l'Inter all' 1-0, andato quindi a conquistare il secondo trofeo della stagione 2009/2010. Il successo non era ancora finito, il culmine del sogno doveva arrivare nella Champions League. L'Inter eliminò il Chelsea agli ottavi di finale ed ebbe una schiacciante vittoria sul Barcellona in semifinale. L'Inter ha sconfitto il Bayern Monaco in finale, giocata il 22 maggio 2010 allo Santiago Bernabéu di Madrid, con un punteggio di 2-0.